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REGIME DEMOCRATICO 2.0 condito con l'olio di ricino dell'ottimismo

QUANDO SI CALPESTA LA VOLONTA' POPOLARE DI 27.000.000 MILIONI DI ITALIANI, LA DEMOCRAZIA NON ESISTE PIU' ..... SI CHIAMA REGIME DEMOCRATICO, STATO DI POTERE O PEGGIO; DITTATURA.

http://www.beppegrillo.it/…/parlamento/pdf/5G5S_18.03.16.pdf

sabato 2 settembre 2017

Di Maio a Cernobbio:



Condivido la scelta del “portavoce” Di Maio, riguardo a Cernobbio. Far finta di non accorgersi di loro, di disinteressarsi del loro potere, sarebbe puerile, contro producente, sfinente e, nel peggiore dei casi, letale.

Comprensibile il post di Imposimato, nel suo manifestare “tristezza” per la vicinanza a personaggi che ritiene “nemici” della costituzione. Anche in parlamento e nelle istituzioni siedono nemici del riformismo a cinque stelle, ma non per questo i nostri portavoce possono sottrarsi al loro compito istituzionale, anzi; il loro posto è proprio lì, dove si decidono le sorti del nostro paese, questo chiede l’istituzionalizzazione del Movimento. Questo impone l’affermazione del riscatto sociale immaginato da Beppe, Gianroberto, Dario e da tutti coloro che credono in questo progetto visionario.

Una contrattazione degli interessi di parte, di tutte le parti, di tutte le fasce sociali, può concretizzarsi con un M5S legittimamente eletto e fiduciato dal parlamento o da una parte di esso. Perché per crescere produttivamente nella sostenibilità sociale e ambientale, servono tutte le energie disponibili, unite a tutti i cervelli liberi disposti al sacrificio della sobrietà. Allora interessi contrapposti dovranno essere negoziati con una nuova visione dell'Italia. Vecchie rendite di posizione pian piano perderanno valore, forse spariranno (non ci mancheranno), mentre nuovi interessi di progresso sostenibile prenderanno forma, creando nuove opportunità più compatibili con il vivere nel rispetto dell'ambiente e degli esseri viventi. Non è utopia. Per quanto riguarda il nostro stivale, quella parte di terre emerse bagnate dai mari, basta spazzare via quella classe dirigente che ha scelto di soddisfare esclusivamente i desiderata di una ristretta élite nazionale e transnazionale, impegnata al sol compiacersi della propria avidità.  

Scrive Di Maio:
"..... un Movimento che si candida a governare il Paese deve farsi conoscere, deve raccontare all’esterno l’idea di Italia che intende realizzare, non può commettere l’errore di rimanere chiuso nel proprio guscio per paura di ‘contaminarsi’ invece di far circolare e di affermare, con autorevolezza e indipendenza, le proprie idee e i propri valori, anche tra chi non la pensa allo stesso modo..... "

Dovremmo scendere a compromessi? Certo, è inevitabile. Come sempre sottolineato, almeno personalmente. Imprescindibile che questi compromessi siano al rialzo. Partendo da x andiamo verso il meglio ottenibile, tenendo ferme, irremovibili, le linee fondanti del movimento (quelle che derivano da comitati e associazionismo) riguardo alla sostenibilità dell’azione politica, giudiziaria, sociale e ambientale. I sostenitori del Movimento, vecchi e nuovi, capiranno queste scelte, solo e se, categoricamente, si rispetteranno i fondamentali dell’origine movimentista. Il tradire con compromessi al ribasso (malapolitica) determinerebbe l’allontanamento di gran parte del consenso dato al movimento, sotterrando speranze e aspirazioni di cambiamento reale del nostro bel paese. Non esistono spazi di manovre per furbetti opportunisti. Nessun furbetto terrà il timone pentastellato a lungo, al difuori della coerenza dei fondamentali. ….. Il cammino è segnato, indietro non si torna, si può solo proseguire sulla linea tracciata.

Io credo come tanti in questo progetto nato dall’idea illuminata di aggregare la passione civica e civile in un corpo unico, pronto a rivendicare diritti traditi nel tempo. Credo anche che una sorta di work in progress sia la consecutio temporum, non verbale, ma temporale, imposta dagli accadimenti di percorso. Dalla obbligatorietà della maturazione condizionata.….. MI ripeto:…. fallito il “tutti a casa” del primo periodo, quello più incandescente, quello schioppettante, (per fortuna, questa la mia opinione, non saremmo qui a discuterne ora), il seguito di questa azione politica, può svilupparsi solo dentro le istituzioni e non fuori in modo extra-parlamentare. L’extra parlamentarismo è solo un ricordo del tempo che fu, svanito con l’insuccesso strumentalizzato delle lotte operaie e studentesche degli anni settanta. Non tutto è andato perduto. Il bagaglio culturale di quel periodo di lotte di classe, vive in noi, con i suoi lati positivi e negativi. Io non ho tradito i miei ideali di allora. Abbiamo imparato tanto nel lungo corso degli anni che sono seguiti al sei politico e alle autoriduzioni alle mense universitarie (da non universitario, mi accodavo alle casse) per questo sono diventato un paladino dell’istituzionalizzazione dell’azione politica di rivendicazione. Grazie all’esperienza che viene dal passato.
Detto ciò: avanti verso il confronto aperto con tutte le classi sociali, anche quella dei sciur di Cernobbio.
Lunga vita al Movimento.


 https://www.facebook.com/LuigiDiMaio/posts/1454821604554381


 

 
     

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