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REGIME DEMOCRATICO 2.0 condito con l'olio di ricino dell'ottimismo

QUANDO SI CALPESTA LA VOLONTA' POPOLARE DI 27.000.000 MILIONI DI ITALIANI, LA DEMOCRAZIA NON ESISTE PIU' ..... SI CHIAMA REGIME DEMOCRATICO, STATO DI POTERE O PEGGIO; DITTATURA.

http://www.beppegrillo.it/…/parlamento/pdf/5G5S_18.03.16.pdf

sabato 16 giugno 2012

CASALEGGIO NON E' LA SPECTRE DI GRILLO

Sfatiamo qui le credenze popolari e non solo, che circondano la figura dell'imprenditore Gianroberto Casaleggio.
 
Di Gianroberto Casaleggio hanno detto di tutto tutti.
Basta inserire Casaleggio nel motore Google, per trovare le prime superficiali definizioni 
  1. l'anima occulta del Movimento 5 Stelle
  2. l'uomo ombra del Movimento
  3. l'eminenza grigia con poteri che in pochi conoscono
  4. persuasore occulto
  5. L' uomo dietro Beppe Grillo
  6. l'ombra digitale di Grillo
  7. ecc....ecc.....

Ma la verità forse è un'altra, approfondendo la ricerca, troviamo un bell'articolo della giornalista Marta Mandò, collaboratrice di 
" Repubblica.it " che riporto. 

I comandamenti di Webegg
Marta Mandò

Dentro l'azienda un modello di business sostenibile: impegno sociale, ambientale, fumetti e community.


Non solo profitto, non solo business ma relazione e tanta cultura. Siamo nel mondo di Webegg, una delle aziende più interessanti nel panorama delle Internet company italiane.
Le difficoltà della new economy sembrano non avere sortito effetti su questa azienda che l'anno scorso in piena crisi delle dotcom ha assunto 230 nuovi dipendenti tutti a tempo indeterminato. A capo di Webegg Gianroberto Casaleggio, la cui impronta organizzativa è stilizzata in un manifesto dalle spalle larghe tanto "pacifista" quanto anticipatore dell'unico modello possibile: circolare, reticolare, relazionale, tutto quello, cioè, che Internet ha portato nella nostra vita. Il Manifesto in dodici punti definisce gli step di un processo di tendenza verso la creazione di un nuovo modello aziendale: empowerment, partecipazione di tutto il personale al valore economico prodotto, protezione totale delle persone, assenza di competitività interna, impegno sociale. Questi alcuni dei valori guida da condividere prima ancora di pensare al profitto. L'idea stessa di creare dentro un'azienda un manifesto ideativo è di per sè già rivoluzionaria ma mettere in pratica questi valori potrà essere il segno che davvero Internet sta cambiando l'identità relazionale di noi tutti. Andare bene oggi per un gruppo che pone le sue basi di sviluppo nel nuovo mondo di Internet vuol dire lasciarsi alle spalle il vecchio modo di lavorare e farsi i portavoce di un approccio umanistico e umanitario al mondo del lavoro.
Un'azienda deve avere fondamenti etici e puntare a un modello di business sostenibile: impegno sociale, ambientale, fumetti e community. Sostegno diretto ad associazioni e enti no profit, come ad esempio il sito realizzato per l'Agenzia Lavoro e Solidarietà di Milano per il reinserimento nella società e nel mondo del lavoro dei detenuti. L'arte, così come la letteratura servono per meglio definire questo processo di cambiamento, proprio perché come afferma Casaleggio nel suo libro Il web è morto, viva il web Internet prima di ogni cosa è cultura anche e soprattutto quando l'impegno è indirizzato al business reale. Anche i fumetti servono a "capire il futuro" titolo di una rubrica del sito di Webegg , dove Max Netroom, personaggio virtuale e figlio adottivo di Max Headroom primo cyberpunk della cultura popolare, anni 80, ci dona pillole di saggezza del mondo Internet in base alle provocazioni di Michael Swaine, uno dei principali opinionisti statunitensi sull' Information Technology.
In un contesto sempre più complesso in cui si instaurano nuovi rapporti fra chi lavora, chi produce, chi distribuisce e i consumatori, c'è posto per ridefinire un mondo del lavoro in cui trascorriamo una buona parte della nostra vita.


e anche una bella intervista sempre a Gianroberto Casaleggio, 
che riporto



"Le persone il vero valore di un'organizzazione"
Marta Mandó

Intervista a Gianroberto Casaleggio, amministratore delegato di WebEgg. Nelle aziende la comunità è un valore superiore al denaro ecco perché per capire Internet diventeranno fondamentali sociologi, designer e filosofi

Il lavoro sta cambiando. Lei sostiene che il modello vincente nelle aziende è quello a Rete, ci spiega in cosa consiste? Ci può fare un esempio?

La Rete consente accesso condiviso alla conoscenza, velocità decisionale, misurazione dei processi e retroazioni. L'azienda opera e compete in tempo reale in una nuova dimensione che sarà quella della real time economy, al darwinismo aziendale presente da sempre si aggiunge l'accelerazione come fattore di sopravvivenza.

Tra Old e New economy , secondo lei, ci devono essere, differenze strutturali e irrinunciabili, per quanto riguarda l'organizzazione aziendale, il modo di lavorare e sul piano contrattuale?

A mio avviso non esistono aziende new o old economy, ma aziende con un modello di business sostenibile che nel tempo si posizionano inesorabilmente in Rete con strutture organizzative di base molto simili.

Lei ha scritto che "la Rete ha una valenza anticapitalista e che il denaro non è un valore fondante della new economy". Può spiegarci questo concetto?

I valori fondanti della Rete sono l'intelligenza e la preparazione professionale di ognuno. Non il denaro. L'organizzazione che ne dispone vince. La valutazione anticapitalista deriva dal fatto che nella Rete i valori di comunità, di trasparenza, di valore aggiunto personale visibile e dimostrabile sono considerati superiori al denaro. Uno si impone per quello che è, non per quello che ha.
Mi ricorda in parte la rivoluzione francese e l'emergere della borghesia come nuova classe dominante.

Nel suo libro "Il web è morto. Viva il web" lei afferma che non esistono alternativa alla Rete. Cosa intende? E perché ha scelto questo titolo?

Quello che ho detto, la Rete è invasiva, accelera ogni secondo e occupa spazi del nostro quotidiano. Negroponte lo ha già detto tempo fa: presto il digitale sarà come l'aria, non ce ne accorgeremo più.
Il titolo deriva dal vecchio: Il Re è morto, viva il Re. La Rete come speculazione borsistica, grafica, riduzione al problema tecnico è morta, per fortuna. La Rete che vive e si svilupperà sarà quella delle e-enterprise, delle aziende virtuali completamente in Rete con tutti i loro processi, sarà il punto di riferimento per ogni evoluzione dei processi umani, politica compresa.

Tradizionalmente l'efficienza e il profitto, insieme a una divisione gerarchica dei compiti erano (e in parte sono) gli elementi di base dell'organizzazione di una azienda. Lei crede che davvero ci sia posto all'interno di aziende tradizionali o nella P.A. per lo sviluppo di modelli basati sulla Rete, dove, come lei dice, le persone vengono prima dei clienti e prima degli azionisti?

Certo. Le persone sono il vero valore di un'organizzazione, dando a loro la priorità si garantisce il risultato finale legato al servizio o al prodotto e quindi clienti (qualità) e azionisti (profitto).

Quali risposte ottiene dai suoi clienti quando dice loro che devono cambiare strada e imboccare il Web?

Mi ascoltano, di solito condividono. Non tutti però sono in grado di fare una scelta di forte cambiamento organizzativo.

Lei ha voluto scrivere un Manifesto guida per il Gruppo Webegg, composto di 12 comandamenti, in cui si afferma che un valore guida è la protezione totale delle persone e si predica l'assenza di competitività interna..non le sembra utopistico e forse una posizione un po' integralista?

Il Manifesto è stato scritto da 30 persone di Webegg. L'utopia ha guidato sempre il cambiamento. Chi crede nelle proprie idee è spesso considerato integralista.

In altri termini, dalla lettura del suo libro si ha l'impressione che si dipinga un mondo lavorativo paradisiaco (ad esempio, la sua avversione per termini come "Risorse umane") mentre invece la realtà di molti lavoratori della new economy (pensiamo ai call center, al caso dei possibili licenziamenti a Blu ..) è molto più dura, selettiva, stressante, piramidale e poco incline all'ascolto di idee nuove.

L'obiettivo del raggiungimento della felicità è stato previsto anche dai padri fondatori degli Stati Uniti, credo che sia un obiettivo legittimo anche sul lavoro. Che ci si riesca è poi un altro discorso. Passare il proprio tempo in un'azienda burocratizzata, gerarchizzata, con obiettivo sostanziale il solo profitto non attira nessuno, può essere uno stato di necessità. Ma allora perché non usare la Rete per migliorare la vita aziendale?

Resta una questione. I contratti di lavoro nel settore Internet sono spesso precari, mal pagati e rischiosi anche quando sono sopravalutati.

Vero. Ma per il passato, si pagavano spesso professionalità con valutazioni fuori dalla realtà. Oggi non credo. Le dot com sono fallite quasi sempre perché avevano un modello di business inconsistente con la realtà e si sono trascinate con loro molti operatori del settore, ma quelli professionalmente validi si sono subito ricollocati.

Come è nata l'idea di Webegg? Ci racconti i suoi primi passi.e poi perché l'uovo del web, (notoriamente simbolo di perfezione), come marchio aziendale?


L'uovo come simbolo nasce da una mappa delle componenti base di un'organizzazione in rete. Inizialmente era un quadrato con i 3 livelli, intranet, internet, extranet. L'uovo, simbolo della rinascita, era più marketing per esprimere la nostra idea di capire tutto con una mappa di partenza della nuova organizzazione. Rosso perché è un colore che esprime forza, potenza, coraggio. La mappa è sempre work in progress è più capiamo, più ci accorgiamo della complessità della Rete.

Lei come sceglie chi assumere? E' vero che predilige i contatti via Internet?

Le persone vengono scelte dopo una valutazione delle caratteristiche interpersonali fatta da psicologi che è vincolante. Ovviamente la persona deve anche avere un bagaglio professionale adeguato.
Dal 1998 non facciamo più annunci sui giornali e dal 1999 riceviamo curriculum quasi unicamente dal sito. Internet è come l'aria in questo caso, non è un fatto di predilezione.

C'è nel settore produttivo una certa delusione verso Internet. Lei invece continua a crederci. Cosa la motiva?

Che Internet nei fatti è appena all'inizio. Le delusioni derivano da false attese, da analisi parziali, dal crollo dei mercati tecnologici.

Nel suo libro fa continuamente riferimenti letterari, artistici e filosofici, da Dante a Camelot, da Forrest Gump a McLuhan. La cultura, dunque, base del progresso dell'IT? Ci spieghi?

Internet non è IT, è anche IT. Internet è pervasiva, è un cambiamento culturale. Utilizzare riferimenti storici o tratti dalla realtà aiuta a comprenderne la portata.

Lei scrive : "Internet non va identificata con la tecnologia, questo sarà del tutto chiaro con l'avvento della web-tv e delle web appliance" Un punto fondamentale del futuro di Internet. Cosa succederà?

Diventeranno fondamentali per capire Internet i sociologi, i designer, i filosofi, perché internet sarà svincolata dalla tecnologia che verrà data per scontata.

Quali sono gli obiettivi futuri per il gruppo Webegg?

Svilupparsi in Italia e all'estero. Fare felici persone, clienti e azionisti. Fare profitto. Diventare un punto di riferimento per la comprensione delle dinamiche di cambiamento legate ad Internet nel nostro Paese.

In conclusione del suo libro afferma che la "primavera arriverà tra circa un anno"..
Segnali di ripresa ci sono già , credo che alla fine del 2002 avremo passato e spero dimenticato la nottata.

 
Voglio anche riportare la lettera aperta inviata da Gianroberto Casaleggio al "Corriere delle sara", per chiarire la propria posizione di collaborazione con Grillo e il movimento 5 stelle

"Caro direttore,
le scrivo in merito al mio ruolo nel MoVimento 5 Stelle. Nel 2003 ho lasciato la mia posizione di amministratore delegato in Webegg di Telecom Italia, un gruppo multimediale che si occupava di consulenza e di applicazioni internet, e ho fondato con altri soci la Casaleggio Associati, una società di strategie di Rete. Internet è un tema che mi appassiona e di cui mi occupo dalla metà degli anni 90. Ho cercato di comprenderne le implicazioni sia nel contesto sociale che in quello politico che in quello della comunicazione. Io credo sinceramente che la Rete stia cambiando ogni aspetto della società e cerco di prevederne gli effetti. Ho scritto molti articoli e alcuni libri sulla Rete. Nel 2004 Beppe Grillo ne lesse uno: «Il Web è morto, viva il Web», rintracciò il mio cellulare e mi chiamò. Lo incontrai alla fine di un suo spettacolo a Livorno e condividemmo gran parte delle idee.
In seguito progettammo insieme il blog beppegrillo.it, proponemmo la rete dei Meetup (gruppi che si incontrano sul territorio grazie alla Rete), organizzammo insieme i Vday di Bologna e di Torino, l'evento Woodstock a 5 Stelle a Cesena e altri incontri nazionali, come a Milano dove, il 4 ottobre 2009, giorno di San Francesco, al teatro Smeraldo prese vita il MoVimento 5 Stelle. A chi si chiede chi c'è dietro Grillo o si riferisce a «un'oscura società di marketing» voglio chiarire che non sono mai stato «dietro» a Beppe Grillo, ma al suo fianco.
Sono in sostanza cofondatore di questo movimento insieme a lui. Con Beppe Grillo ho scritto il «Non Statuto», pietra angolare del MoVimento 5 Stelle prima che questo nascesse, insieme abbiamo definito le regole per la certificazione delle liste e organizzato la raccolta delle firme per l'iniziativa di legge popolare «Parlamento Pulito» e le proposte referendarie sull'editoria con l'abolizione della legge Gasparri e dei finanziamenti pubblici. Inoltre abbiamo scritto un libro sul MoVimento 5 Stelle dal titolo «Siamo in guerra» firmato da entrambi. In questi anni ho incontrato più volte rappresentanti di liste che si candidavano alle elezioni amministrative, per il tempo che mi consentiva la mia attività, per offrire consigli sulla comunicazione elettorale.
Non sono mai entrato nell'ambito dei programmi delle liste, né ho mai imposto alcunché. A chi mi ha chiesto un consiglio l'ho sempre dato, ma in questo non ci trovo nulla di oscuro. Mi hanno attribuito dei legami con i cosiddetti poteri forti, dalla massoneria, al Bilderberg, alla Goldman Sachs con cui non ho mai avuto nessun rapporto, neppure casuale. Dietro Gianroberto Casaleggio c'è solo Gianroberto Casaleggio. Un comune cittadino che con il suo lavoro e i suoi (pochi) mezzi cerca, senza alcun contributo pubblico o privato, forse illudendosi, talvolta forse anche sbagliando, di migliorare la società in cui vive. Sono stato definito il «piccolo fratello» di Beppe Grillo, con riferimento al Grande fratello del romanzo «1984» di George Orwell. È evidente che non lo sono. La definizione contiene però una parte di verità. Grillo per me è come un fratello, un uomo per bene che da questa avventura ha tutto da perdere a livello personale. Per il resto, «Honi soit qui mal y pense». "
(*) Gianroberto Casaleggio, lettera pubblicata sul Corriere della Sera del 30 maggio 2012


Casaleggio con Grillo alla Feltrinelli Milano per presentare il libro "Siamo in Guerra"

05-12-2011

 

 

Gianroberto Casaleggio

 (Milano, 14 agosto 1954 – Milano, 12 aprile 2016)

 

  

 

    

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